6.4.11

2 anni fa



Non ridevo, no... nonostante fossi a Teramo, lontano dall'epicentro. La scossa l'ho sentita e dopo quella, ne ho sentite delle altre... un movimento oscillatorio e ondulatorio che mi scuote ancora adesso, dopo 2 anni dal sisma.
Tutto cancellato, tutto distrutto ...e tutto ancora non ri-costruito.
Di quella casa è rimasta solo la mia stanza, passata a mia sorella... ed è rimasta solo perché qualche anno prima ho chiamato i vigili del fuoco, spinta all'ansia e dal terremoto di San Giuliano...
La vera calamità è l'incuria umana, l'arrivismo, il tarlo del denaro.
Non mi pento di aver fatto rifare il pavimento al padrone di casa, di non essermi fermata al primo no, quando ho chiesto l'esame della statica della casa al Comune, in una zona sismica come L'Aquila, perchè io ho ancora mia sorella e non devo piangerla, lei è ancora con me, com'è giusto che sia...
Uno sguardo verso il cielo agli amici che non ci sono più, alle persone mai conosciute, strappati alla vita senza colpa e senza giustizia.
Una candela accesa per loro e per noi, per vedere meglio quali sono i nostri bisogni, i nostri diritti, la nostra dignità...
Alle 3:32 io non ridevo e non rido tuttora, ma piango e tremo.
Mariangela Celi