8.6.11

Finisce la scuola? Vieni a divertirti con noi!

5 pomeriggi da passare insieme al Teatro Biblioteca Quarticciolo (via Ostuni, 8 - Roma)
Gli incontri sono aperti ai bambini dai 5 ai 10 anni, e ai loro genitori
Ingresso libero, e prenotazione obbligatoria (leggi qui sotto...)
Tutti gli appuntamenti iniziano alle ore 16.30 con la merenda!

domenica 12 giugno 2011
Ruotalibera Teatro presenta lo spettacolo Strega Bistrega, ispirato a Il bambino nel sacco una delle fiabe popolari raccolte da Italo Calvino.
Una strega ostinatamente ignorante, quasi una sopravvissuta di una tradizione streghesca antica e superata. Non sa, o non vuole saperne di più. Una fame atavica la divora. Deve trovare da mangiare...
Seguono quattro appuntamenti tra pagine e fotogrammi, a cura dell’Associazione Ersilio M.
e in collaborazione con la Biblioteca Quarticciolo.

giovedì 16 giugno

C’è libro e libro. Le biblioteche magiche di Nat e Lilli
Letture da Lilli de Libris e la biblioteca magica di Jostein Gaarder e Klaus Hagerup.
Proiezione del film Nat e il segreto di Eleonora di Dominique Monféry.
Nat non immagina certo che la biblioteca della zia Eleonora nasconda un incredibile segreto. Ma quando riceve quell’eredità inaspettata scopre che Alice, Pinocchio, Capitan Uncino e tutti gli eroi dei suoi libri preferiti possono uscire dalle pagine e prendere vita.
Su di loro, però, incombe una terribile maledizione. Solo Nat può salvarli. Comincia così una corsa contro il tempo per aiutare i nuovi amici.


venerdì 17 giugno
Kirikù, Carabà e le fiabe africane
Letture da La falsa nota di Nyambé di Francis Bebey e dalla raccolta di fiabe africane curata da Nelson Mandela.
Proiezione del film Kirikù e la strega Carabà di Michel Ocelot.
Basato su un raccontro tradizionale dell'Africa occidentale, il film racconta di un bambino che combatte e libera il suo villaggio da una strega.







giovedì 23 giugno

L’universo fantastico di Roal Dahl
Letture da Matilde, La fabbrica del cioccolato, Il GGG, Il dito magico di Roal Dahl.
Proiezione del film James e la pesca gigante di Henry Selick.
James è angariato dalle perfide zie Spugna e Stecco, ma all’improvviso un vecchietto comparso in giardino gli promette una vita meravigliosa e gli dona un cartoccio con certi magici cosini verdi dentro, che hanno il potere di far capitare cose favolose a chiunque incontrino per primo….



venerdì 24 giugno
Siamo tutti principi e principesse
Letture dai romanzi di Frances Hodgson Burnett Il giardino segreto, Il piccolo Lord Fauntleroy e La piccola principessa.
Proiezione del film La piccola principessa di Alfonso Cuaron.
Sara Crewe condivide una vita piena di meraviglie nell’esotica India, dove vive con il suo papà. Ma la guerra spinge il padre di Sara nell’esercito e Sara viene spedita in un collegio di New York, amministrato dalla severa signorina Minchin, per la quale l’esuberante Sara è solo una combina guai.
Ma con l’aiuto del coraggio e della fantasia, Sara supera le difficoltà e cambia la sua vita e quella di chi la circonda. Un film dedicato a tutti quelli che credono nei sogni.


prenotazione obbligatoria
per telefono ai numeri 06.98951725/06.45460705, dal martedì al sabato ore 10.00-14.00 15.00-19.00
o via email all’indirizzo promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it 

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6.6.11

Storie minime - Video 2 - L'Aquila


L'Aquila from patrizia chiatti on Vimeo.
immagini Angela Maria Russo, video Massimo Talone
Video realizzato in occasione della serata di lettura condivisa
Storie minime, Roma, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 21 aprile 2011

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6 aprile 2009 ore 3:32, di Angela Maria Russo
Un grave lutto, il caos insieme alla calma, al silenzio, al vuoto.
Mancano voci, mancano ricordi, mancano presenze, mancano affetti.
Perdono importanza fatti e cose che fino a ieri sembravano indispensabili ed essenziali, si torna con la mente  a cercare il significato più profondo dell’esistenza.
Con lo sguardo inquieto, incapace  di fermarsi su un oggetto specifico , si vaga  alla ricerca di qualcuno, di qualcosa che ci faccia ritornare alla vita e ci faccia uscire da questa calma vuota,  per avere di nuovo una speranza.

Musica da L’Aquila Musica per L’Aquila, di Angela Maria Russo
Ho trovato uno spartito.
E’ uno spartito musicale scritto a matita da un musicista, non so se esperto o principiante, non so se è una nuova composizione, oppure no.
Non so neanche la melodia, non ho avuto ancora il coraggio di suonare queste note.
Ma per me  è musica da L’Aquila, è musica per L’Aquila.
L’ho trovato vicino ad una casa distrutta, fuori dalla zona rossa, insieme a detriti e calcinacci.
Accanto a un libro di algebra, ad una chitarra rotta, ad una tastiera,  ad un paio di scarponi da sci.
Ho preso in mano questa pagina e mentre la prendevo provavo quasi vergogna, mi è sembrato di essere una ladra … una  ladra di sogni.
Qualcuno dirà che i sogni  non si possono rubare … forse.
Sono comunque sicura che il proprietario  di questa pagina di musica, dopo il dolore per la catastrofe subita, avrà riacciuffato  il suo sogno che con caparbietà e determinazione cercherà di realizzare per dare un senso alla follia sconvolgente e meravigliosa che chiamiamo vita.
Sono stata a lungo davanti a quegli oggetti e mi chiedo  perché a distanza di 2 anni  sono ancora lì  come se tutto fosse successo ieri.
Dietro ogni oggetto c’è un pensiero, un’emozione,  un ricordo, una vita … per rispetto di tutto ciò quegli oggetti dovevano essere  stati già rimossi da tanto, tanto tempo.

Angela Maria Russo © tutti i diritti riservati
http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/

Storie minime - Video 1 - Sciopero


Sciopero from patrizia chiatti on Vimeo.
immagini Floriana Ranieri, Giulia Crocenzi, Valeria Osti Guerazzi
musica Ennio Morricone, video Massimo Talone
Video realizzato in occasione della serata di lettura condivisa
Storie minime, Roma, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 21 aprile 2011

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18.5.11

Ospedale Bambino Gesù

Roma 1943. Ospedale Bambino Gesù, reparto ortopedia.
E’ sera, in una grande corsia tanti lettini occupati tutti da bambini. E’ quasi ora di dormire, voi forse non sapete che in quel periodo, quando i bambini venivano ricoverati rimanevano da soli, senza avere la mamma o il papà vicino, che potevano venire nell’ora di visita a trovarli.
La sera i bimbi non è che si addormentavano subito. Questa è una sera come le altre, fino quando ad un tratto si sente una grande esplosione, subito un lampo accecante, una grande vetrata va in frantumi, rumore assordante, buio e pianti di bambini.
Spaventati alcuni invocano la mamma.
Subito arrivano le infermiere, prendono i bimbi piccoli in braccio e corrono quasi al buio, anche se nel frattempo si erano accese le luci blu, messe in opera forse dal gruppo elettrogeno.
Camminando sempre in questa penombra, lungo un corridoio, alla fine spunta anche qualche candela.
Sono in braccio all’infermiera, piangendo chiamo mamma.
Cominciamo a scendere le scale, più scendiamo e più è buio.
Arriviamo in un posto che odora di etere e di muffa.
In terra sul pavimento ci sono coperte stese, con adagiati sopra altri bambini.
Quello era il rifugio nelle cantine del Bambin Gesù.
Sdraiano anche me, ancora pianti.
Le infermiere alcune cercavano di calmarci, altre davano ordini, alla fine devo essermi addormentata perché non ricordo altro.
Questa è la notte tra il 19 e il 20 luglio 1943, il giorno del bombardamento a San Lorenzo, che iniziò la mattina, dopo le dieci.
Questo episodio non lo racconto spesso anche se l’ho molto impresso nella memoria.
Quando mi chiedono quale è la prima cosa che ricordo della mia infanzia , questo episodio mi viene in mente.
Io non avevo ancora 3 anni, li avrei compiuti il 27 ottobre. Questa storia particolare, chissà se è nella memoria di qualche altro bambino che come me si trovava in quella corsia del Bambin Gesù quella notte terribile.
Gregorina Mariani, letto il 21 aprile 2011 a TBQ durante la serata di lettura condivisa Storie minime

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14.5.11

Fratelli d'Italia

Ebbene sì, posso dirlo: c’ero anch’io!
C’ero anch’io 50 anni fa a Torino, a festeggiare il centenario dell’Unità d’Italia.
Italia ’61: ancora qualche anno e, come un ciclone, il ’68 avrebbe cambiato molte cose, ma io, generazione post-bellica allevata a pane e retorica, non lo potevo immaginare!
Torino era la mia città, la più adatta a celebrare una ricorrenza così speciale: a Mazzini, Garibaldi, Cavour, Gioberti erano intitolate importanti vie del centro, l’enorme monumento a Vittorio Emanuele secondo, sul corso omonimo, era visibile da ogni prospettiva e sembrava galleggiare sulle chiome degli alberi.
Nella bellissima sala del Parlamento a palazzo Carignano sembrava ancora di sentir echeggiare il famoso discorso “non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti si leva verso di noi…”
Per rifare il look alla zona, come si direbbe oggi, era stata strategicamente e velocemente abbattuta una bidonville, chissà dov’erano ora i suoi abitanti, ma le cose brutte non si dovevano vedere, guai a pensare che non fosse tutto perfetto, bello.
Belli i padiglioni sul Po, attraversato per l’occasione da una piccola ovovia che, arrivata alla collina, offriva un panorama da cartolina illustrata, bellissime le lussureggianti aiuole fiorite, belle le bandiere che sventolavano da ogni balcone, e infine belli anche i volti di tutti noi, fratelli d’Italia, che ci aggiravamo orgogliosi nella vasta area della mostra, non più donne, uomini, bambini, ma ITALIANI, i migliori, come ci avevano insegnato a scuola, un popolo di artisti, eroi, santi, navigatori…
La seconda strofa del nostro inno nazionale, quella che quasi nessuno conosce, dice: “noi fummo per secoli calpesti e derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi.” Povero Goffredo Mameli, morto così giovane e così presto, senza poter vedere il suo sogno realizzato, senza sapere nulla dell’eroica spedizione dei Mille, degli affascinanti garibaldini dalle camicie rosse che, a rischio delle loro giovani vite ci avevano dato anche la Sicilia.
Ed era con il cuore pieno di italico orgoglio, senso di appartenenza alle stelle, che tornavo a casa con un’amica dopo aver visitato l’esposizione per l’ennesima volta.
Ma… che cosa c’era scritto su quel cartello bianco, affisso al portoncino di un anonimo palazzo di periferia, sui cui balconcini garrivano al vento le bandiere tricolori?
Cinque parole in stampatello maiuscolo: NON SI AFFITTA AI MERIDIONALI.
Cristiana Minardi, letto il 21 aprile 2011 a TBQ durante la serata di lettura condivisa Storie minime

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12.5.11

SvettaCivetta il 14 maggio al Roma Skill Share 2011

Ispirato al Boston Skill Share, Roma Skill Share 2011 si terrà il 14 e 15 maggio presso il CSA La Torre, via G. Bertero 13.
E’ un evento che punta a condividere abilità ed esperienze, dalle più quotidiane alle più creative, dove ognuno può insegnare ad altri qualcosa della propria esperienza, assolutamente gratis!
Saranno due giorni di laboratori pratici, partecipativi e gratuiti per condividere abilita’ e conoscenze e vivere vite piu’ felici, creative e sostenibili. Tutti i laboratori avverranno attraverso l’apprendimento partecipativo, senza cioè distinzioni tra maestri e allievi, condividendo insieme una pratica.
Roma Skill Share e’ organizzato da un gruppo aperto ed in continua trasformazione. Individui singoli e realtà organizzate che operano sul territorio, come L38 Squat, La Citta’ dell’ Utopia, BugsLab, Primavera Romana, CSA La Torre, Ateneo Occupato, Rete Ciclofficine Popolari Romane, Officina Culturale Via Libera
Sabato 14 maggio alle ore 11.00 laboratorio di giochi di parole SvettaCivetta.
Per un numero massimo di venti bambini dai 5 ai 10 anni, accompagnati dai genitori. Si gioca tutti insieme.
L’ingresso è libero e non ci sono pre-iscrizioni, basta presentarsi il giorno stesso.
Consulta QUI tutto il programma dei laboratori